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Uso ben consolidato

Frangula

Rhamnus frangula

Famiglia: Rhamnaceae Parte usata: Corteccia Altri nomi: Alno nero

Aree d'uso: Intestino (lassativi)

EMA · HMPC Monografia aggiornata: 2022-04-11

Cos'è

Frangula è il nome comune con cui si indica la corteccia della pianta Rhamnus frangula (famiglia Rhamnaceae). Le preparazioni medicinali si ottengono per triturazione, infusione, decotto oppure come estratti secchi e liquidi, generalmente in acqua o etanolo. I fitoterapici corrispondenti sono comunemente disponibili in tisana, capsule, tinture o preparazioni topiche.

Composizione e attività

Proprietà e indicazioni

Le valutazioni cliniche europee riconoscono l'uso ben consolidato, con efficacia documentata da studi clinici controllati, per intestino (lassativi). Per indicazioni puntuali, fasce d'età ammesse e dosaggi delle preparazioni resta riferimento il riassunto pubblico ufficiale linkato in fondo. Se i sintomi persistono oltre una o due settimane o peggiorano, rivolgiti a un medico.

Efficacia documentata da studi clinici controllati.

Sicurezza, controindicazioni, effetti indesiderati

Le piante medicinali possono interagire con farmaci ed essere controindicate in gravidanza, allattamento, infanzia o in presenza di patologie specifiche. Per il profilo completo di controindicazioni, avvertenze, interazioni ed effetti indesiderati di questa pianta consulta il riassunto pubblico in fondo alla pagina oppure rivolgiti a un farmacista prima di iniziare l'uso.

Queste informazioni non sostituiscono il consiglio medico. Consulta sempre un medico o un farmacista prima dell'uso, specialmente in gravidanza, allattamento, in età pediatrica o in presenza di patologie e terapie in corso.

Note e curiosità

È considerato il più blando dei purganti antrachinonici: l’azione è molto simile a quella della Cascara sagrada (vedi) alla quale spesso viene associata o sostituita; presenta azione inferiore rispetto a Senna e Aloe. Esercita un effetto lassativo piuttosto blando senza iperemizzare gli organi del bacino, utero compreso. Si utilizza la corteccia essiccata del tronco e dei rami di questo arbusto (6-9% di glucosidi antrachinonici): «gli antroni contenuti nella pianta essiccata e appena raccolta sono potentissimi e la corteccia andrebbe conservata per almeno 1 anno prima dell’uso oppure invecchiata artificialmente riscaldandola ed esponendola all’aria»2. La Farmacopea Ufficiale italiana (F.U.) richiede un contenuto minimo del 6% di antrachinoni, calcolati come glucofrangulina A. Il suo impiego è approvato dalla Commissione E del BfArM. L’efficacia di una dose si prolunga per alcuni giorni senza dar luogo a fenomeni di accumulo. Si tratta, inoltre, di un lassativo la cui azione si svolge senza fenomeni concomitanti e che, quindi, è atto a combattere le più svariate forme di stitichezza dato che non provoca un esagerato peristaltismo.

Per approfondire

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