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Uso ben consolidato

Senna

Senna alexandrina

Famiglia: Fabaceae Parte usata: Foglie Altri nomi: Cassia angustifolia

Aree d'uso: Intestino (lassativi)

EMA · HMPC Monografia aggiornata: 2022-04-13
Senna

Cos'è

Senna è il nome comune con cui si indicano le foglie della pianta Senna alexandrina (famiglia Fabaceae). Le preparazioni medicinali si ottengono per triturazione, infusione, decotto oppure come estratti secchi e liquidi, generalmente in acqua o etanolo. I fitoterapici corrispondenti sono comunemente disponibili in tisana, capsule, tinture o preparazioni topiche.

Composizione e attività

Proprietà e indicazioni

Le valutazioni cliniche europee riconoscono l'uso ben consolidato, con efficacia documentata da studi clinici controllati, per intestino (lassativi). Per indicazioni puntuali, fasce d'età ammesse e dosaggi delle preparazioni resta riferimento il riassunto pubblico ufficiale linkato in fondo. Se i sintomi persistono oltre una o due settimane o peggiorano, rivolgiti a un medico.

Efficacia documentata da studi clinici controllati.

Sicurezza, controindicazioni, effetti indesiderati

Le piante medicinali possono interagire con farmaci ed essere controindicate in gravidanza, allattamento, infanzia o in presenza di patologie specifiche. Per il profilo completo di controindicazioni, avvertenze, interazioni ed effetti indesiderati di questa pianta consulta il riassunto pubblico in fondo alla pagina oppure rivolgiti a un farmacista prima di iniziare l'uso.

Queste informazioni non sostituiscono il consiglio medico. Consulta sempre un medico o un farmacista prima dell'uso, specialmente in gravidanza, allattamento, in età pediatrica o in presenza di patologie e terapie in corso.

Note e curiosità

I componenti principali della Senna sono dei glicosidi le cui genine appartengono ai derivati dell’antracene da cui il nome di purgante antrachinonico o antracenico o antraglicosidico. I glicosidi si comportano da profarmaci in quanto per agire devono essere metabolizzati in prodotti biologicamente attivi. I sennosidi infatti manifestano la loro attività solamente dopo che la flora batterica intestinale li ha idrolizzati liberando gli agliconi e ha trasformato questi nella forma attiva, gli antroni. Il metabolismo avviene nel colon dopo che il glicoside antrachinonico, somministrato per via orale, transita immodificato nello stomaco e nell’intestino tenue. A livello dell’intestino crasso si ha la rimozione dello zucchero (D-glucosio o L-ramnosio) e una metabolizzazione a opera della flora batterica ivi presente in reina e reinantrone, metaboliti ad azione lassativa. I prodotti che si ottengono sono scarsamente assorbiti e agiscono stimolando soprattutto la motilità del colon e la secrezione.

Per approfondire

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