
Cos'è
Celidonia è il nome comune con cui si indicano le parti aeree della pianta Chelidonium majus (famiglia Papaveraceae). Le preparazioni medicinali si ottengono per triturazione, infusione, decotto oppure come estratti secchi e liquidi, generalmente in acqua o etanolo. I fitoterapici corrispondenti sono comunemente disponibili in tisana, capsule, tinture o preparazioni topiche.
Etimologia
I nomi di questa pianta risalgono al Greco kikhéo, io cerco, io trovo, e da oros, monte, oppure da hortus, orto, perché questa pianta cresce comunemente sui colli e si coltiva negli orti. Altri fanno risalire il nome al termine arabo chikoùryeh che indicava la pianta; intybus, antico nome della cicoria secondo Plinio, di origine incerta, forse derivato dal greco èntubon.
Habitat e raccolta
- HabitatÈ comune in tutte le regioni d'Italia, dalla pianura alla montagna fino ai 1200 m di quota, nei luoghi incolti, lungo i bordi delle strade, nei campi a riposo, ecc.
- RaccoltaPer gli impieghi erboristici si raccolgono le radici e le foglie da fine estate all'autunno.
Composizione e attività
- Parte utilizzataParte aerea
- CostituentiAlcaloidi (0,3-1%; nella radice fino al 2,8%): chelidonina, cheleritrina, sanguinarina (benzofenantridine); protopina e protoberberine (berberina, coptisina, stylopina), magnoflorina * Il contenuto in alcaloidi delle parti aeree, inferiore a quello delle radici e rizomi, diminuisce ulteriormente durante la conservazione e l’essiccamento; olio essenziale (0,01%); esteri degli acidi idrossi-cinnamici e di acidi-alcools (acido malico, treonico, glicerico); flavonoidi, carotenoidi, saponosidi triterpenici; enzimi proteolitici (latice)
- AttivitàAntispamodica; antibatterica e antivirale; caustica
- Indicazioni d'impiegoDisturbi spastici delle vie biliari e del tratto gastrointestinale; verruche (uso topico del latice)
Proprietà e indicazioni
Le valutazioni europee riconoscono l'uso tradizionale, basato su almeno trent'anni di impiego documentato in Europa, per pelle. Per indicazioni puntuali, fasce d'età ammesse e dosaggi delle preparazioni resta riferimento il riassunto pubblico ufficiale linkato in fondo. Se i sintomi persistono oltre una o due settimane o peggiorano, rivolgiti a un medico.
- ProprietàStomachiche, depurative, diuretiche, stimolanti del fegato, amaro-toniche e lassative. È tradizionale, lo sciroppo di cicoria composto con rabarbaro, ottimo lassativo gradito anche ai bambini e privo di effetti collaterali.
- ImpieghiNelle digestioni difficili, epatopatie, convalescenze, cure depurative primaverili.
Almeno trent'anni di uso documentato in Europa, efficacia plausibile, sicurezza accettabile.
Sicurezza, controindicazioni, effetti indesiderati
Le piante medicinali possono interagire con farmaci ed essere controindicate in gravidanza, allattamento, infanzia o in presenza di patologie specifiche. Per il profilo completo di controindicazioni, avvertenze, interazioni ed effetti indesiderati di questa pianta consulta il riassunto pubblico in fondo alla pagina oppure rivolgiti a un farmacista prima di iniziare l'uso.
Queste informazioni non sostituiscono il consiglio medico. Consulta sempre un medico o un farmacista prima dell'uso, specialmente in gravidanza, allattamento, in età pediatrica o in presenza di patologie e terapie in corso.
Note e curiosità
La cicoria è assai nota anche per la sua radice che, tostata, fornisce quel surrogato del caffè che ebbe massima fama lo scorso secolo (nel 1882 si contavano in Europa ben 130 stabilimenti che producevano il cosiddetto “caffè prussiano”). La “ciofeca” che il principe De Curtis, in arte Totò, amava ricordare nelle sue straordinarie battute, ovvero il “cafè de sigòria”, salutare e privo di caffeina, quindi adatto ai bambini e agli ammalati, ancora oggi compare sugli scaffali dei supermercati come nei grandi vasi di vetro di vecchie spezierie. Le foglie giovani, specialmente quelle di varietà arrossate (ricche di salutari antocianìne) sono largamente coltivate come ortaggio da consumare fresco o, più spesso, cotto. Particolarmente pregiate sono la cicoria "barba di cappuccino", di origine Belga, e le nostre “trevisana", “spadona”, “variegate di Castelfranco e di Chioggia”, “bianca di Milano” e la celebre “cicoria da radice amara di Soncino”, coltivata e assai apprezzata anche nella nostra Bassa.