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Uso tradizionale

Calendula

Calendula officinalis

Famiglia: Asteraceae Parte usata: Fiori (capolini) Altri nomi: Fiorrancio

Aree d'uso: PelleBocca e gola

EMA · HMPC Monografia aggiornata: 2025-10-03
Calendula

Cos'è

Calendula è il nome comune con cui si indicano i fiori della pianta Calendula officinalis (famiglia Asteraceae). Le preparazioni medicinali si ottengono per triturazione, infusione, decotto oppure come estratti secchi e liquidi, generalmente in acqua o etanolo. I fitoterapici corrispondenti sono comunemente disponibili in tisana, capsule, tinture o preparazioni topiche.

Composizione e attività

Proprietà e indicazioni

Le valutazioni europee riconoscono l'uso tradizionale, basato su almeno trent'anni di impiego documentato in Europa, per pelle e bocca e gola. Per indicazioni puntuali, fasce d'età ammesse e dosaggi delle preparazioni resta riferimento il riassunto pubblico ufficiale linkato in fondo. Se i sintomi persistono oltre una o due settimane o peggiorano, rivolgiti a un medico.

Almeno trent'anni di uso documentato in Europa, efficacia plausibile, sicurezza accettabile.

Sicurezza, controindicazioni, effetti indesiderati

Le piante medicinali possono interagire con farmaci ed essere controindicate in gravidanza, allattamento, infanzia o in presenza di patologie specifiche. Per il profilo completo di controindicazioni, avvertenze, interazioni ed effetti indesiderati di questa pianta consulta il riassunto pubblico in fondo alla pagina oppure rivolgiti a un farmacista prima di iniziare l'uso.

Queste informazioni non sostituiscono il consiglio medico. Consulta sempre un medico o un farmacista prima dell'uso, specialmente in gravidanza, allattamento, in età pediatrica o in presenza di patologie e terapie in corso.

Note e curiosità

Tutti conoscono la Calendula soprattutto per i suoi bei fiori di un giallo arancio molto luminoso. Il nome deriva da Calendae: il primo giorno del mese e ne indica l’abbondante fioritura in ogni mese dell’anno. In passato è stata spesso confusa con il Tarassaco e con la Cicoria, piante con le quali condivide l’eliotropismo (caratteristica comune di molte Asteraceae): i suoi fiori infatti seguono il corso del sole. I Latini la chiamarono solsequium = che segue il sole, perché i fiori sbocciano quando splende e sono sempre rivolti verso di esso fino a chiudersi al tramonto. Dal termine latino deriva la forma contratta sosli-soulsi e infine souci, nome francese della Calendula. Alla pianta sono riconosciute principalmente funzionalità emollienti, lenitive, rinfrescanti e riepitelizzanti: il suo impiego è volto soprattutto a trattare pelli secche, delicate e facilmente arrossabili. L’uso (topico) oltre a migliorare l’elasticità e il trofismo cutaneo, rendendo la pelle più resistente agli insulti meccanici, è indicato nel trattamento di infiammazioni, eczemi, bruciature, ulcerazioni (ulcere varicose) ecc., per facilitare e favorire il processo di epitelizzazione.

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