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Uso tradizionale

Carciofo

Cynara cardunculus / scolymus

Famiglia: Asteraceae Parte usata: Foglie Altri nomi: Carciofo comune

Aree d'uso: Fegato e bileDigestione

EMA · HMPC Monografia aggiornata: 2025-03-13
Carciofo

Cos'è

Carciofo è il nome comune con cui si indicano le foglie della pianta Cynara cardunculus / scolymus (famiglia Asteraceae). Le preparazioni medicinali si ottengono per triturazione, infusione, decotto oppure come estratti secchi e liquidi, generalmente in acqua o etanolo. I fitoterapici corrispondenti sono comunemente disponibili in tisana, capsule, tinture o preparazioni topiche.

Composizione e attività

Proprietà e indicazioni

Le valutazioni europee riconoscono l'uso tradizionale, basato su almeno trent'anni di impiego documentato in Europa, per fegato e bile e digestione. Per indicazioni puntuali, fasce d'età ammesse e dosaggi delle preparazioni resta riferimento il riassunto pubblico ufficiale linkato in fondo. Se i sintomi persistono oltre una o due settimane o peggiorano, rivolgiti a un medico.

Almeno trent'anni di uso documentato in Europa, efficacia plausibile, sicurezza accettabile.

Sicurezza, controindicazioni, effetti indesiderati

Le piante medicinali possono interagire con farmaci ed essere controindicate in gravidanza, allattamento, infanzia o in presenza di patologie specifiche. Per il profilo completo di controindicazioni, avvertenze, interazioni ed effetti indesiderati di questa pianta consulta il riassunto pubblico in fondo alla pagina oppure rivolgiti a un farmacista prima di iniziare l'uso.

Queste informazioni non sostituiscono il consiglio medico. Consulta sempre un medico o un farmacista prima dell'uso, specialmente in gravidanza, allattamento, in età pediatrica o in presenza di patologie e terapie in corso.

Note e curiosità

Il Carciofo come coleretico, regolatore del flusso biliare ed epatoprotettore si rende prezioso nelle turbe epatobiliari ove può alleviare la sintomatologia; agisce sul metabolismo lipidico diminuendo la produzione di colesterolo e di trigliceridi endogeni e aumentandone l’escrezione o la ridistribuzione nei depositi naturali. L’accresciuta secrezione degli acidi biliari indotta dalla pianta stimolerebbe infatti la motilità intestinale e la digestione dei grassi. L’ESCOP (European Scientific Cooperative on Phytotherapie) ritiene che il carciofo possa essere un valido adiuvante in un regime povero in grassi per ridurre l’ipercolestrolemia lieve o moderata. Sperimentalmente la cinarina protegge gli epatociti di cavia dalla tossicità del tetracloruro di cabonio. Grazie all’azione epatoprotettrice si verifica, inoltre, una diminuzione dell’azotemia.

Per approfondire

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