Ortica (foglie)
Aree d'uso: Muscoli e articolazioniDiuresi e depurazione

Cos'è
Ortica (foglie) è il nome comune con cui si indicano le foglie della pianta Urtica dioica (famiglia Urticaceae). Le preparazioni medicinali si ottengono per triturazione, infusione, decotto oppure come estratti secchi e liquidi, generalmente in acqua o etanolo. I fitoterapici corrispondenti sono comunemente disponibili in tisana, capsule, tinture o preparazioni topiche.
Etimologia
Il nome del genere deriva verosimilmente da barba, barbascum, per la lanugine che ricopre gli stami, i fusti e le foglie di molte specie; lo specifico thapsus, secondo Dioscoride, va riferito ad un'isola Thapsia dove questa pianta fu notata e descritta la prima volta. È più verosimile l'abbinamento al greco thapsos: giallo, peri il colore dei fiori.
Habitat e raccolta
- HabitatIncolti aridi, campi, luoghi erbosi, ruderi, greti, margini delle strade, vegetazione sinantropica (0-1700, raramente fino a 2200 m).
- RaccoltaI fiori, raccolti in estate e opportunamente essiccati.
Composizione e attività
- Parte utilizzataPianta intera
- CostituentiParti aeree:; composti minerali (20%): sali di calcio e di potassio; silice (0,9-1,8%); clorofilla; derivati dell’acido caffeico; flavonoidi; clorofilla; vitamine (A, B2, C, acido folico ecc.); secretina (glucochinina?) I peli urticanti contengono: acetilcolina, istamina, 5-idrossitriptamina, colina, acido formico (che provoca l’irritazione cutanea), acido acetico e leucotrieni Radice:; polisaccaridi; lectina: UDA = Urtica dioica agglutinina; numerosi composti fenolici; steroli e tannino Frutti:; proteine, mucillagine, olio grasso
- AttivitàDiuretica, uricolitica e depurativa; antinfiammatoria; tonico-stimolante
- Indicazioni d'impiegoStati infiammatori delle vie urinarie; prevenzione e trattamento litiasi renale; gotta; coadiuvante nei trattamenti dei dolori articolari; ipertrofia prostatica (radice); ricostituente e rimineralizzante; dermatite seborroica
Proprietà e indicazioni
Le valutazioni europee riconoscono l'uso tradizionale, basato su almeno trent'anni di impiego documentato in Europa, per muscoli e articolazioni e diuresi e depurazione. Per indicazioni puntuali, fasce d'età ammesse e dosaggi delle preparazioni resta riferimento il riassunto pubblico ufficiale linkato in fondo. Se i sintomi persistono oltre una o due settimane o peggiorano, rivolgiti a un medico.
- Droga (parti usate)Pianta fiorita.
- Principio attivoFlavonoidi , vitamine (B2,C,K,A,E, acido folico, acido pantotenico), olii essenziali in tracce, tannini , mucillaggini , minerali e acidi formico, acido acetico, acido glicolico e glicemico.
- ProprietàPettorali, emollienti e sedative dell’apparato respiratorio e dell’intestino, evacuatorie. Per uso esterno, antinfiammatorie.
- ImpieghiL’infuso dei fiori è indicato per la cura delle forme catarrali acute o croniche (bronchiti, tossi, tracheiti) ed è anche utile come emolliente negli stati infiammatori locali. Le foglie e i fiori bolliti nel latte o nell'olio danno unguenti atti ad alleviare il dolore emorroidario e a calmare il prurito di alcune dermatiti.
Almeno trent'anni di uso documentato in Europa, efficacia plausibile, sicurezza accettabile.
Sicurezza, controindicazioni, effetti indesiderati
Le piante medicinali possono interagire con farmaci ed essere controindicate in gravidanza, allattamento, infanzia o in presenza di patologie specifiche. Per il profilo completo di controindicazioni, avvertenze, interazioni ed effetti indesiderati di questa pianta consulta il riassunto pubblico in fondo alla pagina oppure rivolgiti a un farmacista prima di iniziare l'uso.
Queste informazioni non sostituiscono il consiglio medico. Consulta sempre un medico o un farmacista prima dell'uso, specialmente in gravidanza, allattamento, in età pediatrica o in presenza di patologie e terapie in corso.
Note e curiosità
I fusti appassiti, raccolti nel tardo autunno e fatti essiccare, si bruciavano nei forni del pane per avviare rapidamente la combustione della legna, oppure, impregnati di sego e coperti di cera, fungevano da ottime torce. Con le foglie fresche i Romani avvolgevano i fichi per una loro più lunga conservazione e con le stesse, essiccate, confezionavano stoppini per le lampade a olio.